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Dolore al tallone appena alzati
Una fitta sotto il tallone ai primi passi del mattino, che si scioglie camminando e torna la sera. Cosa fare a casa, quanto dura e quando farlo vedere.
Scritto e rivisto dalla Dott.ssa Laura Zanoni · aggiornato il 27 ottobre 2026
Il racconto si somiglia: appena giù dal letto i primi passi sono una fitta sotto il tallone, poi camminando si scioglie, e torna la sera o dopo essere stati seduti a lungo.
Questa pagina spiega cosa c'è di solito dietro quel dolore, cosa si può fare da soli e quanto tempo ci vuole davvero.
Cosa fare a casa
Togli carico per qualche settimana: meno corsa, meno ore in piedi, niente salti. Non vuol dire stare fermi: bici e nuoto vanno bene.
Allunga il polpaccio due-tre volte al giorno: in piedi davanti a un muro, una gamba indietro con il tallone a terra e il ginocchio dritto, trenta secondi per lato. Prima di alzarti dal letto, tira verso di te le dita del piede con la mano per qualche secondo: i primi passi fanno meno male. La sera, fai rotolare sotto la pianta una pallina da tennis per qualche minuto.
Scarpe con un piccolo tacco, due-tre centimetri, e una suola che ammortizza, anche in casa. Niente ciabatte piatte, niente piedi nudi su pavimenti duri.
Cosa non fare: correre sul dolore per «scaldarlo»; cambiare scarpe ogni settimana alla ricerca di quella che lo fa passare; prendere antinfiammatori per settimane senza averne parlato con il medico.
Perché succede
Il dolore sotto il tallone viene più spesso dalla fascia plantare, la banda di tessuto che va dal tallone alle dita e tiene su l'arco del piede. Quando è sovraccaricata si irrita nel punto in cui si attacca al tallone (aponeurosi plantare).
Le cause più frequenti sono un aumento brusco di corsa o di ore in piedi, qualche chilo in più, polpacci rigidi, scarpe piatte e consumate, un piede molto piatto/pronato o molto cavo.
La «spina» della radiografia è un piccolo becco d'osso vicino al punto in cui la fascia si attacca al tallone. La si trova anche in tante persone che non hanno nessun dolore: da sola non spiega il male, e per guarire non serve toglierla.
Non tutto il dolore al tallone è fascite
Sotto il tallone, verso l'interno, peggio ai primi passi. È il quadro tipico della fascite plantare.
Dietro il tallone, dove si attacca il tendine d'Achille. Di solito è il tendine, non la fascia, e gli esercizi sono diversi.
Al centro del tallone, come un livido profondo, peggio sui pavimenti duri. Può essere il cuscinetto di grasso sotto il tallone che si è assottigliato.
Bruciore, formicolio, una scossa che scende verso le dita. Può esserci di mezzo un nervo.
Tutti e due i talloni, con rigidità al mattino anche in altre articolazioni. Va escluso dal medico un problema infiammatorio.
Quando venire in studio, e quando invece dal medico
Vieni se dopo tre-quattro settimane di cure a casa il dolore non cala, se ti fa zoppicare, se torna ogni volta che riprendi a correre, o se vuoi capire se c'entra il modo in cui appoggi il piede.
Vai prima dal medico se il dolore è cominciato dopo una caduta, se il tallone è gonfio o caldo, se hai la febbre, se senti formicolio o perdi sensibilità.
Cosa facciamo in studio
Prima ascolto come è cominciato e cerco con le mani il punto che fa male. Poi guardo come appoggi e come cammini, e quando serve misuro l'appoggio con l'esame baropodometrico. Se c'è bisogno di vedere la fascia o il tendine, si fa una valutazione ecografica di supporto: si vede lo spessore della fascia nel punto in cui si attacca al tallone, e le immagini le porti al tuo medico.
Il trattamento si costruisce su quello che si trova: esercizi da fare a casa, le scarpe giuste e, quando l'appoggio lo richiede, un plantare su misura, controllato dopo la consegna. Se il plantare non serve, lo dico.
A volte possono essere necessarie altre terapie, che faccio qui in studio, come onde d'urto in caso di sperone o laser terapia in caso di fascite, associata a bendaggio; per non lasciarti andare via con lo stesso dolore con il quale sei arrivato e darti un sollievo temporaneo.
I bendaggi sono:
- Low-Dye Taping: bendaggio funzionale rigido, specifico per sostenere l'arco plantare e ridurre la tensione sulla fascia plantare.
- Kinesio Taping: bendaggio elastico con i caratteristici nastri colorati, utilizzato per fornire supporto senza limitare troppo il movimento.
Sui tempi, onestamente: la fascite plantare migliora senza intervento nella grande maggioranza dei casi, ma ci vogliono mesi. Gli esercizi vanno fatti anche quando il dolore cala.
Le domande che mi fanno più spesso
La spina calcaneare va operata?
Quasi mai. La spina si trova anche in chi non ha nessun dolore, e il dolore si cura lavorando sulla fascia, non sull'osso. Se un giorno servisse un intervento, lo decide l'ortopedico.
Quanto dura una fascite plantare?
Di solito mesi, non giorni. Con gli esercizi fatti tutti i giorni, meno carico e le scarpe giuste, il dolore cala piano, nel giro di settimane o mesi. Gli esercizi vanno continuati anche quando fa meno male, perché il dolore può tornare.
Posso continuare a correre?
Se durante la corsa il dolore è lieve e il giorno dopo non è peggiorato, si può ridurre invece di fermarsi. Se zoppichi, ti fermi finché il dolore non passa, e intanto bici o nuoto.
Le talloniere della farmacia servono?
Possono dare sollievo nelle prime settimane, soprattutto se il cuscinetto sotto il tallone è sottile. Se dopo un mese non è cambiato niente, conviene capire perché la fascia è sovraccarica.
E gli antinfiammatori?
Li decide il medico. Possono togliere il dolore per qualche giorno, ma non tolgono il sovraccarico che lo produce.
Queste informazioni servono a orientarsi, non a sostituire una visita. Se hai febbre, diabete, problemi di circolazione o prendi anticoagulanti, per qualunque infezione al piede rivolgiti subito al medico.